Ora immagina una figura e chiudi gli occhi...
Ricordi quando parlavamo della maledizione? Di quando tutto sembrava essere andato in modo perfetto e poi, senza capirne i motivi, ti trovavi con un due di picche clamoroso tra le mani?
Ti avevo parlato di Lei, che era matta. Tu mi dicesti che anche io non ero tanto normale..
Sì, ma lo sai che io cerco uno sguardo, non dei bei occhi, m'innamoro di uno stile, non dei bei vestiti.
Tieni chiusi gli occhi 5 secondi, l'imagine fissa dentro di te...
E che questo traguardo non arriva mai, non la pace eterna... una sosta felice e spensierata.
Dici non ti manca niente, dici stai andando alla grande. Ma io parlo una lingua diversa, e anche se
sono d'accordo con te, non fraintendere, è al di là di queste cose la mia maledizione.
In questo delirio mi hai sempre accompagnato. Invidio il tuo edonismo, e le tue idee belle e semplici.
Buon compleanno, apri gli occhi, questo regalo è per te.
Eppure i sogni hanno un sostrato che puoi misurare.
Ogni volta che ti risvegli e hai un affanno. Che sospiri contento che non sia realmente accaduto.
Emozioni chiuse in un passato e un presente immaginario.
Dicono che io sia spensierato e allegro, ma ogni volta che chiudo gli occhi e ho il buio attorno a me succede qualcosa.. Qualcosa che nego e mando via. O sono solo i racconti di Hoffman a influenzarmi...
Da piccolo una notte urlai così forte che in un secondo avevo tutti attorno a me.
Avevo visto una specie di vampiro. Sono sempre stato un ragazzo serio, prima di urlare mi ero accertato di essere sveglio e che quel mostro stesse ancora davanti a me.
Oggi mi guardo attorno e pensare che affianco a me possano esserci mostri mi pare più che altro una illogica speranza. Attorno a me non c'è niente. Al massimo fenomeni naturali, paure terrene, povertà e squallore. L'ultraterreno è un passatempo borghese.

