Il mio carattere si puo' descrivere usando 2 semplici motti popolari:
- gente allegra Dio l'aiuta
- vivi e lascia vivere
Oggi a lavoro mi facevano notare come io abbia sempre lo stesso umore, contrariamente a quasi tutti gli altri che hanno sbalzi continui.. Io mantengo sempre il mio applombe di sereno distacco dal mondo.
Il che ha i suoi pro e i suoi contro. Dal punto di vista lavorativo è ok se non sconfina nel menefreghismo eccessivo. Dal punto di vista dei rapporti sociali invece è deleterio.
Quelli come me attirano tutti i matti.
Tutti vengono a raccontarti i fattacci loro. Le esaurite ti fanno una corte spietata perchè vedono in te l'unico che le potrebbe sopportare.
Non va.. Ho deciso quindi di imporre dei paletti a questo mio essere tollerante e simpatico a priori.
Lo sarò solo con chi mi pare e piace, e quelle che escono con me sappiano subito che se ascolto problemi e do consigli non è per mera bontà, ma perchè dopo pretendo di essere ricompensato.. Chiaro??
E che stamo a giocà???
Scrivere risponde a una necessità, ha una funzione chiara importante e necessaria.
Quella di descrivere le situazioni con quella profondità di vedute, quell'intensità di sentimento verso cui tutti protendiamo, ci auspichiamo, vorremmo.. ma che difficilmente riusciamo a raggiungere nella realtà.
Consapevolmente o no, lo scrittore fa questo ogni qualvolta pone per iscritto una storia.
E' questo per me ha molto a che vedere con la magia.

